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5 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 16:03

Fratelli d’Italia è andata in tilt sulla cannabis light, priva di effetti stupefacenti. Dopo averla messa fuorilegge con il decreto sicurezza, equiparandola alle droghe, un emendamento alla legge di Bilancio del meloniano Matteo Gelmetti ne voleva affidare la gestione all’Agenzia delle dogane e dei monopoli, con una supertassa al 40%. Come le sigarette. Un drastico cambio di rotta: dal divieto alla regolamentazione delle vendite, sotto l’egida dello Stato, poiché l’Agenzia è un ente pubblico controllato dal ministero dell’Economia. Dopo che giovedì la notizia è uscita sul fattoquotidiano.it, il partito di Giorgia Meloni prima ha rivendicato la proposta, poi ne ha annunciato il ritiro. Due sbandate in meno di 24 ore.

Per capire le ragioni della doppia retromarcia abbiamo chiesto lumi all’autore dell’emendamento. “La volontà è di ritirarlo, ma non ho ancora iniziato l’iter parlamentare perché ora sono a Verona”, dice Gelmetti: “Nel partito c’è una discussione in corso, ma non è ancora il momento di fughe in avanti”. Il senatore FdI tuttavia non intende mollare la presa: “Di sicuro la discussione andrà avanti e le frizioni sono naturali per arrivare alla sintesi. Bisogna aspettare il tempo della maturazione, come per il frutto, anche se per la canapa parliamo di fiore”. Alla cannabis light, secondo Gelmetti, Meloni non si sarebbe neppure interessata, secondo Gelmetti: “La premier affronta questioni importantissimi per i destini della nazione, questo dossier non è neppure giunto sulla sua scrivania”. Sul tavolo di Alfredo Mantovano, invece, il “fascicolo light” è presente già da tempo. Il 18 luglio, ad un evento romano contro le mafie, il braccio destro di Meloni a capo del dipartimento antidroga di palazzo Chigi tuonava: “Nulla contro la canapa, ma con la cannabis cosiddetta light sì”. Il motivo? “Non si può vendere droga nei supermercati o nei negozi come se si vendessero caramelle”. Abbiamo chiesto a Gelmetti con quali esponenti del suo partito ha condiviso il suo emendamento, ma il senatore non ha voluto fare nomi.