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10 MAGGIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:39
Fratelli d’Italia ostacola anche in Europa le aziende della canapa e della cannabis light, già vessate dall’articolo 18 del Decreto sicurezza. È accaduto il 5 maggio al parlamento di Bruxelles (Commissione sviluppo regionale) con gli emendamenti firmati dal meloniano Giuseppe Milazzo. “Proponevano lo stop dei fondi Pac, cioè della Politica agricola comune, per le aziende italiane che lavorano e vendono infiorescenze della canapa”, dice a ilfattoquotidiano.it Mattia Cusani, presidente dell’associazione Canapa sativa Italia. Alla faccia del discorso meloniano d’insediamento, dinanzi ai deputati il 25 ottobre 2022: “Il nostro motto sarà ‘non disturbare chi vuole fare’. Chi fa impresa va sostenuto e agevolato, non vessato”, prometteva Giorgia. Ma il “liberi tutti” non valeva per il fiore della canapa. Molti imprenditori hanno ricevuto un incriminazione per droga, dopo il via libera al decreto sicurezza nell’aprile 2025. Il provvedimento pone il fiore alla stregua di una sostanza stupefacente, dunque un rischio per la sicurezza pubblica, a prescindere del livello di Thc. Tuttavia per l’Europa resta legale, se il il principio attivo non supera la soglia dello 0,3 per cento. E molti imprenditori italiani sperano in Bruxelles, per affossare la legge italiana. Tanto da “bombardare di mail” gli europarlamentari, in vista del doppio voto decisivo andato in scena il 5 maggio.






