“Il balletto sull’emendamento di Fratelli d’Italia è l’unico effetto stupefacente della cannabis light”. Quarantotto anni, padre della cannabis light in Italia, settore che valeva 10 mila posti di lavoro, mille negozi e 150 milioni di euro potenziali e l’ultimo decreto sicurezza ha messo in ginocchio, Luca Marola non sembra più di tanto stupito dal testacoda avvenuto ieri al Senato. Nel giro di poche ore FdI ha prima proposto un emendamento, a firma di Matteo Gelmetti, per rilegalizzare la cannabis light, cioè infiorescenze essiccate di piante con quantità estremamente basse di Thc (responsabile dell’effetto psicoattivo) e ricche di Cbd (dall’effetto rilassante simile alla camomilla), seppur gravata da una maxitassa, poi ne ha annunciato il ritiro.
Come legge quello che è successo?
“Dimostra che persino dentro Fratelli d’Italia non c’è unanimità e c’è chi pensa che con questa caccia alle streghe sulla cannabis light si sia andati veramente troppo oltre. L’emendamento che poi è stato ritirato non è un’iniziativa personale di un singolo senatore, è passato attraverso il gruppo del partito al Senato ed è stato ritenuto meritevole di essere discusso. Questo significa che anche l’estrema destra non crede davvero nella pericolosità della cannabis light”.













