BELLUNO - C'è un San Nicolò, in città, che è proprio vecchio. Si dondola a fatica, un po' a destra un po' a sinistra. Ma lo si può andare a trovare: è in vetrina tra cioccolatini, caramelle e biscotti del negozio "La Dolomiti" in piazza Santo Stefano.

Sta in piedi su una base in metallo, che ha uno schermo che si illumina con debole lucina solo a tratti, mostrando una scritta: San Nicolò ai bimbi buoni porterà ricchi doni. «Ha più di cento anni -afferma la titolare, Luisanna Graziato- e funziona grazie a un meccanismo elettrico a 125 volt». Proprio questo desueto voltaggio e gli ingranaggi da rivedere lo avevano messo ko lo scorso inverno: «Sono riuscita a far costruire il trasformatore, ho trovato le lampadine da 125, e ora è tornato in vita», afferma con soddisfazione, raccontando la storia. «Lo aveva acquistato mio papà Gaetano Graziato in un negozio di giocattoli che esisteva, allora, in via Mezzaterra e il cui titolare si chiamava Busana. Papà aveva un negozio di dolciumi all'ingrosso che poi si traferì qui accanto, sempre in piazza Santo Stefano, prima che di vendere anche al dettaglio».

Il pupazzo meccanico è ben conosciuto da chi era bambino un bel po' di decenni fa. Una notorietà che gli valse una poesia. A dedicargliela fu Thomas Pellegrini (nato nel 1937), noto poeta vernacolare che tradusse, tra l'altro, Odissea e canti di Dante in dialetto bellunese, già docente di educazione fisica al Liceo Galilei. Questo il testo: "Na olta ndat al mese de novenbre/ co taca a fuliscàr ai primi fret/ ghe n era da Busana par dicembre/ San Nicolò par sora de n palche/t, e come che l palchet al se impizea/ con granda maravéia dei bocete/ sto vecio da so posta l scominziéa/ a trabalàr su e do co le gambete/ Fracadi tuti su par la vetrina/ i boce par vardar i spentonéa/ e drio de lori, pore picenina/ na pupa desperada la piandea/ alora l era n grando a ciorla in braz/ par farghe véder ben San Nicolò/ che tut vestì de ros e fat de straz/ con sachetin in man andea su e do".