Una presentazione live ma rigorosamente senza cellulari “per entrare nello spirito del 1995”, quando cioè usciva Destinazione Paradiso, che il 5 dicembre torna in un’edizione speciale con la quale Gianluca Grignani celebra il trentennale dell'album che diventò colonna sonora di una generazione. Una nuova copertina rispetto all’originale, spiega Grignani che «all’epoca avevo un'altra etichetta, che voleva fare più soldi possibili su di me, la copertina andava in quella direzione ma io soffrivo di questo fatto, perciò l'ho voluta riportare a come ero veramente, credo si siano ristabilite le cose, come il kharma, o le sliding doors».
Nel disco, anche una versione antecedente del successo Falco a metà, Libera le ali, e alcune foto dell'epoca, «come un poster dove faccio il dito medio perché ero stanco di fare foto». Tra i ricordi dell'epoca, anche un Festivalbar nel quale «mi sentivo imbrigliato dietro a un microfono senza cantare davvero, allora mi sono messo a girare intorno alla telecamera perché mi sentivo a disagio, ho pensato si evincesse che eravamo tutti in playback».
Intanto anticipa che il nuovo album dal titolo Verde smeraldo - Residui di rock'n'roll «sarà il primo di una trilogia concept e uscirà entro aprile, sarà molto blues, popolare ma non commerciale», e annuncia il ritorno con Trident per i live con due date: il 25 maggio all'Alcatraz di Milano e il 27 maggio all'Atlantico di Roma. Quanto a Sanremo, invece, «non ho mandato un pezzo, ci sarebbero dei brani ma quando nel 2023 sono andato con Quando mi manca il fiato non ho avuto nemmeno il premio della critica, non gli regalo più un mio brano. Oggi - ha detto - uso l'astuzia e non l'istinto».






