C’è a Milano un ritorno di fiamma della stagione di Mani Pulite? Era dall’epoca in cui si destrutturò per via giudiziaria la politica regionale (da Roberto Formigoni a Mario Mantovani, da Roberto Maroni fino all’assalto -fallito- ad Attilio Fontana) che non si assisteva a una serie di indagini così ipermediaticamente degne degli anni eroici, come quelle svolte in questi ultimi mesi: dall’urbanistica al caporalato fino al caso Mediobanca.
Di fatto c’è stato un lungo periodo di saggia cautela della procura milanese, assai prudente per esempio nel gestire gli inevitabili incidenti procedurali (quelli che forse prevedeva Giuliano Pisapia, che magari non si ricandidò come sindaco di Milano proprio perché temeva qualche vendetta per il suo passato garantista) per quell’Expo milanese così rilevante per il rilancio della città.
REFERENDUM, L'ALLUVIONE GIUDIZIARIA E I MASOCHISTI DEL "NO"
Il fiume della magistratura ha ormai rotto gli argini. Persino la famiglia è stata allagata con la faccenda del b...
L’unico episodio un po’ glamour in questi ultimi anni era stato il processo all’Eni che avrebbe potuto danneggiare duramente una delle poche nostre grandi imprese nazionali, ma vide invece prevalere la verità grazie alla saggezza dei giudici impegnati nei vari processi e poi provocò anche qualche guaio giudiziario ad alcuni indagatori che - secondo due sentenze (di primo grado e di appello) - potrebbero avere combinato “presunti” (manca la sentenza definitiva della Cassazione) pasticci, a danno della difesa, nei loro atti processuali.







