E non viene escluso che dietro una tematica tanto delicata possa nascondersi l'ennesima intromissione o entrata a gambe tesa delle correnti. «Al di là di questo, perché mai un ufficio di giudici dovrebbe schierarsi a favore di un'inchiesta? Qualcosa non torna». Tortorella, tra l'altro, collega questo modus operandi a un metodo già applicato ai tempi di Tangentopoli. «Tra il 1992 e il 1993 – ricordadde che l'intera inchiesta sulla Tangentopoli milanese venne unificata in un solo “fascicolo contenitore”: fu una scelta anomala, visto che la Procura, in realtà, indagava su notizie di reato molto diverse tra loro. Con quell'espediente, però, le decisioni furono affidate a un solo Gip, arbitro per tutta la Mani pulite milanese. Che in più occasioni si mostrerà vicino ai pubblici ministeri del Pool. Non posso dire che il nuovo caso sull'inchiesta urbanistica sia sovrapponibile a quanto succedeva 30 anni fa, ma qualche similitudine sembra di coglierla».