«È una notizia di cui si è parlato troppo poco – dice Tortorella – anche perché, se fosse confermata, sarebbe un fatto davvero gravissimo: si configurerebbe un indebito tentativo di condizionamento. A quanto si è letto, infatti, ai Gip milanesi sarebbe stato comunicato che l’ufficio non gradisce l’esistenza di “diversi orientamenti”, cioè letture discordanti da quella della Procura, perché le dissonanze non darebbero “una bella immagine esterna dell’ufficio”. È un qualcosa che lascia interdetti, dato che ogni giudice dovrebbe essere sempre libero di decidere in scienza e coscienza, in base alle sue libere convinzioni e soprattutto tenendo conto della legge, non in base a suggerimenti o a orientamenti dell’ufficio».