Il sistema che per il gip milanese Mattia Fiorentini (come già per i pm) avrebbe governato l’urbanistica milanese è «così avviato e consolidato» che i privati «si permettono di esercitare pressioni sulle più alte cariche istituzionali» di Milano, «compreso il sindaco Sala», per «ottenere l’approvazione di progetti milionari, prospettando altrimenti la sospensione degli investimenti e iniziative giudiziarie»: rovesciamento di ruoli prodotto da un «sistema corruttivo rodato, remunerativo, avallato dai rappresentanti della politica locale», e che ha «stravolto» la «pianificazione urbanistica meneghina» concentrandola in «capo a un ristretto gruppo di potere, assai permeabile alle pressioni delle lobby costruttrici».