Un sistema di corruzione “consolidato”. Il gip Mattia Fiorentini argomenta così la sua decisione nell’ordinanza che ha disposto i sei arresti – cinque domiciliari e uno in carcere – nell’inchiesta sull’urbanistica milanese.
Il gip: “Sistema consolidato di corruttela”
Secondo il gip Fiorentini, le indagini hanno svelato l’esistenza di “un sistema consolidato di corruttela e di commistione tra interessi pubblici e privati”, incentrato sulla figura della commissione per il Paesaggio in grado di creare “una concentrazione di potere e di veicolarlo verso una spartizione del territorio edificabile a vantaggio di una ristretta cerchia di professionisti e speculatori”. E "corrompendo il presidente" della Commissione paesaggio Giuseppe Marinoni, il vicepresidente Giovanni Oggioni e "singoli componenti" tra cui Alessandro Scandurra, "a loro volta influenzabili dai primi e soggetti alle pressioni di Tancredi", "importanti costruttori privati potevano ottenere informazioni, anticipazioni e un occhio di riguardo per le pratiche di interesse".
Per il giudice, “un sistema tentacolare e sedimentato”
Le indagini condotte dagli inquirenti hanno progressivamente restituito “un sistema tentacolare e sedimentato, nel quale una parte della classe politica, dei dirigenti comunali, dell'imprenditoria e delle libere professioni - in una commistione inestricabile di conflitto di interessi, mercimonio della funzione pubblica, paraventi istituzionali e propaganda (in termini di rigenerazioni urbane e progetti faraonici) – prospera piegando a proprio uso le regole esistenti, interpretandole capziosamente, ove possibile, o aggirandole in maniera occulta (persino cercando di far approvare dal Parlamento uno scudo di impunità)”.










