«La riforma del Quadro Finanziario Pluriennale proposta dalla Commissione europea rischia di indebolire la politica di coesione e la centralità di industria e territori proprio nel momento in cui hanno più bisogno di certezze sul sostegno ai propri investimenti». È il messaggio che ha lanciato Annalisa Sassi, vice presidente di Confindustria e presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali della confederazione, all’evento “The MFF: A Tool to Unlock European Competitiveness”, organizzato da BusinessEurope al Parlamento europeo a Bruxelles. Si tratta della prima tappa di un percorso di dibattito su questo tema, che dovrà essere approfondito in più riprese.

Le politiche di coesione, ha sottolineato Sassi, «sono un pilastro fondamentale della Ue per ridurre le disparità territoriali, sostenere la convergenza e rafforzare la stabilità sociale e politica». In particolare per il mondo produttivo, ha aggiunto, coesione significa infrastrutture, innovazione, capitale umano, servizi: cioè creare le condizioni che permettono alle imprese di crescere e competere.

Di fronte alla proposta della Commissione per il prossimo Quadro Pluriennale Finanziario, la vice presidente Sassi ha esposto la sua preoccupazione per tre elementi chiave: l’accorpamento di Politica di coesione, Politica agricola comune, pesca e altre aree in un unico Piano di Partenariato nazionale e regionale; l’indebolimento del ruolo delle Regioni nella programmazione; la totale incertezza sulla ripartizione delle risorse. Per Sassi la fusione tra fondi strutturali, Pac e altri strumenti è un cambiamento di strategia che può ridurre drasticamente la capacità delle Regioni di supportare le politiche industriali sui territori. Inoltre la mancanza di allocazioni predefinite, sia tra Pac e Coesione che tra categorie di Regioni «crea un livello di imprevedibilità incompatibile con le esigenze di programmazione».