A meno che non intervengano profonde modifiche durante il confronto con Parlamento e Consiglio, la politica regionale europea così come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi non esisterà più.

Anzi, per quanto è scritto nella proposta di regolamento del “Fondo unico per la prosperità economica, territoriale, sociale, rurale e marittima sostenibile e per la sicurezza” (nome di cui nessuno si azzarda a fare l’acronimo) presentato dalla Commissione a metà luglio nella montagna di documenti che ha accompagnato la proposta del bilancio pluriennale 2028-2034 (MFF), bisognerà prendere atto che non ci sarà affatto una politica regionale UE. E forse non un caso che nel discorso sullo stato dell’Unione, mercoledì 10 settembre alla Coesione Ursula von der Leyen non ha dedicato neppure una riga.

Nel fondo unico confluiscono la Coesione e l’Agricoltura, più la Pesca e quelli per le migrazioni e la sicurezza interna. La Coesione non esiste più come capitolo autonomo del bilancio ma viene diluita con le altre voci: in totale 865 miliardi di euro in quattro anni, circa 100 miliardi in più rispetto al 2021-2027. Ma l’importo non tragga in inganno: è meno della metà del totale (1.984 miliardi) mentre nel quadro finanziario attuale 2021-2027 il pacchetto pesa per oltre due terzi.