Per la Camera dei deputati l’educazione sessuale si può fare alle scuole medie e alle superiori solo per quegli alunni che avranno l'ok dei genitori. L’Aula di Montecitorio ha approvato in prima lettura il cosiddetto ddl Valditara sul consenso informato con 151 voti a favore e 113 contrari e 1 astenuto.

Restano escluse dalle attività di educazione sessuo-affettiva le scuole materne e le elementari. «Fatto salvo, specifica sempre il ddl e il ministro dell’Istruzione – quanto previsto dalle indicazioni nazionali», cioè dai programmi scolastici che però prevedono solo nozioni di biologia e clinica sull’anatomia dei corpi, le differenze biologiche tra uomo e donna, le funzioni riproduttive e le malattie sessualmente trasmissibili. Un richiamo al «rispetto» e all’«empatia» è invece contenuto nelle linee guida sull’educazione civica.

Si chiude, insomma, con piccole modifiche il primo percorso del disegno di legge che dovrà ora passare al Senato. Considerando gli impegni di Palazzo Madama sulla Manovra e altri provvedimenti, la norma non vedrà la luce prima del 2026.

Ieri, il 2 dicembre, la Camera aveva approvato una serie di emendamenti identici che fanno cadere il divieto assoluto per le medie, una retromarcia della maggioranza rispetto al testo iniziale che però non annulla le critiche da parte delle opposizioni.