La nostra credibilità internazionale è in forte ascesa e le agenzie di rating ci promuovono una dopo l'altra. I conti pubblici italiani sono stati rimessi in ordine; usciremo dalla procedura d'infrazione europea con un anno di anticipo e Bruxelles riconoscerà i nostri sforzi. Ma in Italia tanti commentatori ci ripetono giornalmente che non c'è crescita, che siamo gli ultimi in Europa e che la causa è che in Italia manca la domanda interna. I numeri veri, però, li smentiscono clamorosamente: infatti, in base ai dati grezzi di contabilità nazionale, nei primi nove mesi del 2025 i consumi e gli investimenti, considerati assieme, sono aumentati in Italia dell'1,38% in termini reali, mentre in Germania sono cresciuti solo dello 0,44% e in Francia sono addirittura fermi, -0,03%.

L'ennesima revisione dell'Istat ha precisato che il Pil italiano nel terzo trimestre 2025 è andato meglio di quanto inizialmente stimato dal punto di vista congiunturale: +0,1% sul secondo trimestre. Dunque, non abbiamo mai sfiorato la recessione “tecnica”. Le rettifiche al rialzo ormai non si contano più: sappiamo sempre soltanto dopo come sono andate veramente le cose. Inoltre, i dati grezzi, non destagionalizzati e corretti per il calendario, cioè i numeri che alla fine dell'anno formano il vero Pil, quello ufficiale, ci dicono che nel terzo trimestre 2025 la nostra crescita tendenziale complessiva rispetto al terzo trimestre 2024 è stata dello 0,62%, quella francese dello 0,51% e quella tedesca dello 0,31%. La crescita tendenziale dei consumi delle famiglie italiane, sempre nel terzo trimestre 2025, è stata dell'1,03%, quella degli investimenti fissi lordi addirittura del 5,32%, trainata dall'incremento dell'edilizia non residenziale e delle opere pubbliche spinte dal Pnrr (+10,8%), ma anche dei macchinari e impianti (+8,2%). La crescita della Francia del terzo trimestre, peraltro, si ridimensiona senza l'apporto di un anomalo ed eccezionale esportazione di Airbus che erano rimasti negli hangar nei due trimestri precedenti. Mentre la tanto attesa ripresa tedesca continua ad essere rinviata trimestre dopo trimestre. In sostanza, l'Italia certamente non brilla, eppur si muove.