Di luci sembrano essercene in questi ultimi mesi per l’Italia. Ci si mette in coda per acquistare titoli di Stato italiani. Le agenzie che misurano l’affidabilità nel restituire il debito modificano il loro giudizio e sono positive sulla fase del Paese. Il numero di occupati non è mai stato così alto. Il dialogo è avviato tra imprese ed esecutivo, come dimostrato martedì all’assemblea di Confindustria. Il governo appare stabile e dalla leadership chiara.

Eppure c’è quella crescita che langue attorno allo 0,6 per cento, mentre i Paesi dell’euro fanno in media l’1,2 per cento. Il precedente governo (a guida Mario Draghi) aveva fatto in tempo a varare una sola legge di Bilancio. Questa maggioranza si appresta a comporre la sua quarta Finanziaria. Ma la svolta non si è sentita.

Di misure ne sono state varate. Tante fette della società hanno ricevuto sostegni, spesso sotto forma di bonus nonostante l’avversione della premier a queste forme di aiuti. Sinora una spesa complessiva di circa 100 miliardi mal contati. Una cifra di non poco conto per riavviare il Paese.