MILANO – In un contesto economico “resiliente ma con crescenti fragilità” l’Italia conferma pregi e difetti di questa sua fase economica: bassa crescita, conti pubblici disciplinati con una stretta sulle uscite ed entrate in aumento, necessità di proseguire con gli investimenti pubblici e il riequilibrio del peso fiscale, spostandolo dal lavoro al patrimonio immobiliare.
Nel nuovo outlook economico dell’Ocse, l’organizzazione delle economie avanzate, si prende atto del fatto che l’economia globale ha tenuto botta nonostante le preoccupazioni per l’elevarsi delle barriere commerciali e l’aumentata incertezza distillata in giro per il mondo. La corsa a riempire i magazzini prima dell’entrata in vigore dei dazi di Trump, quella agli investimenti per l’IA e una posizione di supporto assunta dai bilanci pubblici e dalle banche centrali ha aiutato a tenere i giri del motore a livelli accettabili. La previsione Ocse è di un Pil globale in crescita del 3,2% quest’anno, poi del 2,9 e quindi del 3,1% nei prossimi due. Per metà 2027 è atteso il graduale rientro nei ranghi definitivo dell’inflazione.
Piccola e poco tecnologica: perché l’industria italiana regge ma non fa il salto
di Filippo Santelli






