Roma, 2 dic. (askanews) – Un compromesso finale “ben lungi dal garantire condizioni di parità per gli agricoltori e i trasformatori dell’UE”. Si sono conclusi così, con un accordo politico deludente, secondo il Copa Cogeca, i negoziati a tre sulla riforma del Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG). Un risultato che “chiude finalmente un fascicolo rimasto in sospeso per diversi anni” ma delude il settore risicolo europeo che, durante tutto il processo negoziale, ha sempre chiesto l’inclusione di un meccanismo di salvaguardia automatico in grado di rispondere all’eccezionale aumento delle importazioni di riso a basso costo dai Paesi Meno Sviluppati. Il risultato del trilogo “riflette un compromesso politico che privilegia l’opportunità rispetto alla sostanza. Di conseguenza, una misura che avrebbe potuto fornire una protezione significativa ai produttori europei è stata indebolita fino al punto di perdere il suo valore simbolico, mettendo a repentaglio l’intero settore”.
Queste importazioni hanno raggiunto quest’anno livelli record di 547.000 tonnellate, superando di gran lunga i quantitativi che avevano precedentemente attivato le misure di salvaguardia nel 2019. Il compromesso raggiunto nel trilogo finale introduce un meccanismo basato su una media decennale delle importazioni (387.000 tonnellate), con un margine di aumento del 45%, che porta a una soglia di attivazione di 562.000 tonnellate. La salvaguardia sarà soggetta a revisione annuale dopo la sua entrata in vigore nel 2027.







