Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 11:49

Prima l’aeroporto, poi l’autostrada. Esplode la protesta dei lavoratori dell’Ilva di Genova. Gli ingressi dello scalo sono stati bloccati dagli operai, insieme a quelli di Ansaldo Energia e Fincantieri, e poi si sono diretti in corteo verso l’autostrada. “Lanciamo un messaggio al governo, contro le chiacchiere”, ha detto il sindacalista della Fiom Armando Palumbo durante il corteo che ha paralizzato buona parte della città. I lavoratori hanno pizzato davanti alle porte una pala meccanica, bloccando così l’ingresso dell’area partenze. “Il lavoro, a partire da Ilva, deve arrivare a Genova – ha aggiunto – Non andare via”.

Dopo l’assemblea alle 9, i lavoratori sono partiti in corteo lungo le strade del Ponente: la strada Guido Rossa in direzione levante è chiusa da tutti gli ingressi e poi i lavoratori hanno raggiunto piazza Massena e hanno proseguito verso lo scalo che hanno occupato. “Ai lavoratori dell’ex Ilva, in occupazione a Genova e a quelli in mobilitazione a Novi Ligure e Racconigi, Palazzo Chigi deve dare ora una risposta urgente. È inaccettabile il piano per chiudere l’ex Ilva. Noi non chiediamo cassa integrazione, ma un piano per il lavoro”, dice il segretario generale della Fiom Michele De Palma.