«Ho lavorato alla Stampa per 23 anni. L’assalto alla redazione da parte dei pro-Pal è per me una ferita profonda, inimmaginabile. Non pensavo potesse succedere a un giornale italiano».

Cosa è cambiato negli ultimi anni?

«C’è una regressione. Sono gli effetti di almeno dieci anni di guerra ibrida che la Russia, la Cina, la Corea del Nord, l’Iran, i nemici dell’Occidente, stanno conducendo attraverso i nostri social. L’obiettivo è destabilizzare il nostro modello di società».

Stupisce l’attacco dei Pro-Pal proprio alla Stampa, un giornale che sulla questione di Gaza non è mai stato tenero con Israele...

«Ormai questo fenomeno di intolleranza e violenza verso il nostro sistema è talmente profondo che i protagonisti della società, dai politici ai giornali, dalle Forze dell’ordine alla magistratura, vengono aggrediti a prescindere dai messaggi e dalla politica di cui si fanno portatori».