Una fabbrica di dossier illegali con al centro l’ex finanziere Pasquale Striano, il quale setacciava il sistema analisti per spiare i politici del centrodestra su richiesta dei cronisti di Domani Giovanni Tizian, Stefano Vergine e Nello Trocchia, definiti "istigatori" delle condotte dell’infedele servitore dello Stato, al quale commissionavano le ricerche di migliaia di documenti coperti da segreto, attraverso cui cucinavano poi gli scoop pubblicati in prima pagina per colpire gli avversari politici. Primo tra tutti Salvini, leader del partito più dossierato.