Non si “volteranno dall’altra parte” i genitori dei ragazzi del Giulio Cesare. Dopo la “lista degli stupri” sui muri del bagno dei ragazzi al secondo piano del liceo di corso Trieste, quartiere appena a nord del centro storico di Roma, hanno voluto scrivere una lunga lettera che, lunedì sarà letta in tutte le classi.

“Lista stupri” al Giulio Cesare, Piotta: “Brutto clima, l’autore deve capire il peso delle parole”

di Valentina Lupia

30 Novembre 2025

Il testo è stato anticipato dal Tg1. “A voi che avete scritto quei nomi sui muri. Non so chi siete. Non conosco i vostri volti, non so se sedete in prima fila o nell’ultima se siete bravi a matematica o a calcio, se fate ridere i compagni o passate inosservati. Ma so una cosa: avete scritto “Lista stupri” e sotto nove nomi. Di questi otto ragazze. Parliamoci chiaro. Lo avete fatto perché sono persone che pensano, si organizzano e hanno opinioni politiche che forse vi disturbano. E siccome non sapevate come rispondere alle loro idee, avete risposto ai loro corpi. Minacciandoli. È un gesto antico quanto il patriarcato stesso: quando soprattutto una donna dice cose che non ti piacciono la riporti al suo corpo. Le ricordi che può essere violata, posseduta, distrutta. È il modo più economico per dire ‘Tu non conti niente, conta solo quello che possiamo farti’”.