Rabbia, ribrezzo e anche umiliazione.
È un'ondata di sdegno quella che sta attraversando i corridoi del liceo romano Giulio Cesare dopo aver letto quella lista. La "lista stupri".
Quei nomi e cognomi scritti in un elenco, comparso nel bagno dei maschi del liceo nel quartiere Trieste della Capitale, hanno scosso profondamente la comunità scolastica e riacceso il dibattito sulla violenza di genere tra gli adolescenti.
Una lista choc, scritta da ignoti, in cui sono comparsi i nomi di otto studentesse — tutte appartenenti alle liste che si erano presentate alle elezioni, di cui tre minori — e uno studente. L'episodio ha fatto esplodere l'indignazione.
"Quando ho visto quella foto girare, mi sono vergognata e sentita esposta, umiliata davanti a tutti. Volevo sparire, volevo che nessuno ne parlasse più. Ma poi ho capito: io non devo vergognarmi. Chi si deve vergognare sei tu", ha detto una delle ragazze che hanno visto il proprio nome scritto in rosso nella "lista stupri", intervenendo durante l'assemblea pubblica di venerdì. "Chi l'ha fatto è un vigliacco", ha aggiunto davanti ai compagni.














