A pochi giorni dalla scoperta della “Lista stupri” nei bagni maschili del liceo classico Giulio Cesare di Roma, il clima all’interno del ginnasio di corso Trieste continua a essere teso. Ieri la dirigente scolastica Paola Senesi è stata sentita in questura insieme alla vicepreside, ma da parte della scuola non è arrivata ancora nessuna indicazione sul possibile autore materiale del gesto. Sempre ieri, sono arrivate le denunce formali di altre studentesse coinvolte nella lista (in totale i nomi apparsi erano nove: otto studentesse e uno studente). Continuano ad indagare quindi sia gli investigatori della Squadra Mobile, che la Digos. La pista più probabile resta quella di una ritorsione politica per i risultati delle elezioni studentesche. L’ipotesi di reato che si sta valutando, va dalle minacce all'istigazione a delinquere. Le informative andranno poi sia alla procura che al Tribunale dei minori.

Intanto all’interno dei gruppi Whatsapp della scuola, gli studenti continuano a commentare il fatto. Oltre allo studente considerato “problematico”, i sospetti si sono indirizzati anche su altri ragazzi. Tra questi, un 14enne che ha raccontato agli amici di essersi chiuso in casa da giorni. «Non esco più per paura che possano esserci conseguenze», avrebbe confidato ai compagni di scuola. Un clima da caccia alle streghe che non aiuta a far emergere il responsabile o i responsabili.