Èstata ascoltata ieri mattina dagli agenti della squadra mobile e dalla Digos di Roma, che stanno indagando sul «caso» della «lista degli stupri» comparsa giovedì in uno dei bagni dei maschi della scuola, la preside del liceo Giulio Cesare, Paola Senesi, anche per chiarire eventuali profili politici connessi alle elezioni studentesche. Tradotto: per vagliare l’ipotesi (partita dalla presenza nell’elenco dei nomi di giovani candidati) di una vendetta politica. Sarebbe sospettato uno studente quattordicenne, considerato «problematico», presumibilmente istigato a compiere il gesto. Se le indiscrezioni fossero confermate, sotto la lente ci sarebbe, in sostanza, un ragazzo con già sue difficoltà pregresse indotto ad agire per fini politici. Senza ovviamente nulla togliere alla gravità in sé del fatto, sul piano della responsabilità, sarebbe una vicenda da inserire e valutare all’interno del contesto scolastico in relazione alle determinate circostanze per la quale si sarebbe verificata. Restando nel mondo reale, lontana, insomma, dall’essere considerata «l’ennesima manifestazione di una cultura che riduce i corpi delle donne a oggetti da insultare e controllare e che ha radici molto profonde nel patriarcato», come descritta dal Collettivo transfemminista della scuola.
"Lista degli stupri" al Giulio Cesare, al vaglio la posizione di uno studente ma è caccia agli istigatori
È stata ascoltata ieri mattina dagli agenti della squadra mobile e dalla Digos di Roma, che stanno indagando sul «caso» della &laqu...














