La Procura di Roma ha avviato un’indagine con l’ipotesi di istigazione a delinquere con finalità di violenza sessuale dopo la comparsa, nei bagni del liceo classico Giulio Cesare, della cosiddetta «lista degli stupri». Nel foglio affisso all’interno dell’istituto, uno dei più noti della Capitale, erano riportati i nomi di otto studentesse.
Il quartiere Trieste in piazza contro la violenza di genere: il corteo dopo “la lista degli stupri”
di Valentina Lupia e Giulia Marziali
Tribunale per i minorenni
Lo stesso reato viene valutato anche dai magistrati del Tribunale per i minorenni, guidati dalla procuratrice Giovanna Lebboroni. Il coinvolgimento dell’autorità minorile era considerato quasi obbligato, dato che l’autore — o gli autori — potrebbe essere un ragazzo non ancora maggiorenne. Gli inquirenti non escludono infatti che dietro alla pubblicazione ci sia un gruppetto di studenti. Nelle prime ore dopo la scoperta era circolata anche l’ipotesi di un collegamento con le elezioni scolastiche, uno scenario che però al momento resta soltanto una delle piste in valutazione. L’inchiesta, al momento, non ha ancora persone formalmente iscritte nel registro degli indagati.









