Un manipolo di dieci uomini con le casacche dell'agenzia anticorruzione Nabu bussano notte tempo alla porta del capo dell'ufficio presidenziale ucraino, nel blindatissimo quartiere governativo di Kiev.

E tanto basta a far cadere la testa più pesante finita sotto la scure dell'operazione 'Mida' in Ucraina: Andriy Yermak, il braccio destro di Zelensky, 'l'eminenza verde', il 'vicepresidente', si è dimesso. Nemmeno lui, che in Ucraina - e non solo - era considerato il politico più influente del Paese dopo il presidente, ha potuto nulla contro l'inchiesta di corruzione da 100 milioni di dollari sul settore energetico ucraino, il terremoto più grave nel governo di Kiev dall'inizio della guerra.

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Agenzia ANSA

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