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Ultimo aggiornamento: 13:33

A Kiev raccontano che durante il secondo turno delle presidenziali, alla fine di aprile 2019, il servizio di sicurezza operativo dinanzi al Centro Congressi Parkovy, scelto dal candidato Volodimr Zelensky come quartier generale, bloccò l’auto che portava Andrii Yermak. Nessuno voleva assumersi la responsabilità di farlo transitare, perchè, semplicemente, nessuno lo conosceva.

Da allora, l’Ucraina ha subito l’invasione della Russia, e Yermak, 54 anni, è diventato il braccio destro del presidente, fino a poche ore addietro, quando ha lasciato il suo ufficio travolto dall’inchiesta sulle tangenti. Il percorso è significativo: da avvocato e produttore cinematografico a personaggio tra i più influenti di un Paese al centro degli equilibri geopolitici mondiali.

Il punto di incontro con Zelensky è costituito dall’ambiente dello spettacolo e dei media e dalle attività della Kvartal Sudio 95, la casa di produzione fondata da Zelensky nel 2003. Agli inizi del percorso politico del presidente, Yernak resta comunque con incarichi di secondo piano ma mostra l’intenzione di stare molto vicino al leader ucraino anche durante le riunioni dello staff. Il primo incarico vero – e per alcuni l’inizio dell’asecsa – per Yernak arriva il 7 settembre 2019: un aereo atterrò a Borispol riportando indietro militari che erano stati presi prigionieri dalla Russia. Yermak scende la scaletta e da quel momento diventa l’uomo che può negoziare con Mosca. Perchè fosse stato scelto lui, non è ben chiaro: secondo la ricostruzione fatta da Ukrainska Pravda, i primi contatti sotto traccia tra la squadra di Zelensky e quella di Putin furono facilitati in un primo momento dall’oligarca ucraino Ihor Kolomoiskyi. Quando Zelensky al telefono anticipò che avrebbe mandato Yermak, Putin avrebbe dato l’assenso: il cognome gli ricordava quello di un principe cosacco siberiano.