«La nostra massima solidarietà alle ragazze e a tutto il corpo studentesco del Giulio Cesare. Un gesto terribile accaduto, non a caso, dopo la giornata del 25 novembre e del corteo nazionale dello scorso sabato», a commentare la “lista degli stupri”, trovata il 27 novembre sul muro dei bagni maschili del liceo classico di Corso Trieste, è Claudia P., attivista della costola romana del movimento transfemminista Non Una Di Meno.
“Lista stupri”, parla Andrea R.: “Io in quell’elenco per le mie battaglie. L’autore va espulso”
di Valentina Lupia
Cosa pensa?
«Penso che questa lista, brutta da vedere, sia frutto di un certo clima che continua a fare propaganda sui temi del consenso e dell’educazione sessuo-affettiva e a pagarne le conseguenze sono i più giovani, donne e persone trans. Perché studentesse e studenti sono molto coinvolti nella lotta alle discriminazioni, al linguaggio sessista, ai femminicidi. Mentre la politica continua a banalizzare e a riprodurre una cultura misogina e trans-omofobica. C’è poi anche un ritorno generale al predominio assoluto della famiglia, come se da sola potesse bastare».











