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29 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:54
“L’attacco di ieri a La Stampa non era né imprevisto né imprevedibile”, ma i cancelli della redazione non erano presidiati dalle forze dell’ordine. E’ quanto scrive oggi l’edizione online del quotidiano torinese riferendosi al raid degli antagonisti di venerdì 28 novembre (le foto). E nel titolo dell’articolo si accenna a “falle nella sicurezza”. “L’assalto è facile – si legge – in una strada completamente deserta. Non ci sono protezioni davanti al giornale, il presidio degli agenti del Reparto mobile, che in passato era quasi una costante, oggi non c’è. Ci sono gli investigatori della Digos, che filmano, ma manca chi impedisce l’assalto. I video dei videomaker indipendenti svelano che quello di ieri era un attacco pensato e voluto. Inizia con i fumogeni di copertura e passa alle videocamere di sorveglianza strappate”.
Ancora: “Quando finalmente avanzano i furgoni del reparto mobile in via Rosmini – è scritto nell’ultimo paragrafo dell’articolo – l’assalto a La Stampa è quasi finito. Dai mezzi scendono gli uomini in divisa con caschi e manganelli, e chi ha invaso il giornale scavalca i cancelli per fuggire. Non avanza il Reparto mobile, si schiera in mezzo alla strada. Non raggiunge il giornale, e intanto il gruppo si riorganizza. E quando è di nuovo massa sfida gli agenti. Mostra il dito medio agli uomini in divisa e poi riprende la marcia come se nulla fosse accaduto. L’ultima immagine è quella di una decina di furgoni di polizia, guardia di finanza, carabinieri che li seguono. L’assalto è finito. Sarebbero bastati due di quei furgoni, con venti uomini in tutto, a impedirlo”.












