Al grido di «Free Palestina» e «Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin», ieri pomeriggio un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché anche giornalisti e giornaliste avevano aderito allo sciopero. Protagonista dell’irruzione sarebbe stata l’ala più violenta del corteo che stava manifestando durante lo sciopero generale, il quale ha portato in strada oltre duemila persone.
Gli antagonisti assaltano la redazione de La Stampa: l'irruzione, le scritte i danni
Irruzione a La Stampa, la condanna di Mattarella. Meloni: “Atto gravissimo”. Schlein: inaccettabile. Conte: inqualificabile
L’irruzione
Intorno alle 14 uno spezzone di manifestanti si è staccato dal corteo principale per raggiungere la sede del quotidiano. Letame è stato lanciato contro i cancelli e sui muri sono comparse diverse scritte. Una decina di persone ha poi forzato un ingresso secondario dell’edificio in via Ernesto Lugaro, facendo irruzione all’interno della redazione e gettando all’aria pile di giornali e libri. Il gruppo ha inoltre lasciato la propria “firma” imbrattando i muri con spray: in rosso la scritta «Fuck Stampa» e in verde «Free Shahin», in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta. Poi le minacce a un giornalista di un’agenzia che riprendeva quanto stava accadendo: «Giornalista, ti uccido».











