Assalto alla redazione de La Stampa a Torino: durante le manifestazioni per lo sciopero generale del 28 novembre, decine di contestatori si sono staccati dal corteo principale e hanno raggiunto la sede del quotidiano. Giunti sul posto, prima hanno lanciato del letame contro i cancelli e poi sui muri hanno scritto frasi del tipo “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”, in riferimento alla notizia di convalida di trattenimento, da parte della Corte d’Appello di Torino, dell’imam di via Saluzzo al Cpr di Caltanissetta.
I manifestanti, a quel punto, sono riusciti a fare irruzione all’interno della redazione. E, una volta dentro, hanno esposto striscioni con la scritta “Free Shahin”. I manifestanti si sono introdotti nella sede del quotidiano La Stampa forzando un’entrata secondaria dell’edificio in via Ernesto Lugaro. Mentre secondo un'altra versione avrebbero sfondato una porta di vetro. “Non è finita qua, la Palestina la vogliamo libera come vogliamo libero il nostro compagno e fratello Mohamed Shahin”, ha scandito uno dei contestatori al microfono subito dopo il blitz.
E ancora: “Questa è la sede che lo ha dipinto come un terrorista, questa è stata la sede che si è appellata al vile strumento dell’islamofobia. Noi ci opponiamo a questa narrazione. Il giornalismo è finito, è diventato servo di questo Stato di polizia, la scriviamo noi la storia, riempiremo noi quei buchi narrativi”. Sul posto, poi, è giunta la polizia in tenuta antisommossa. E i manifestanti, dopo diversi minuti, hanno abbandonato la sede e sono tornati al corteo principale. Durante l’irruzione, gli agitatori hanno lasciato scritte sui muri e gettato a terra tutto quello che c'era sulle scrivanie.










