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29 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:44

Un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione venerdì 28 novembre nel primo pomeriggio, intorno alle 14, nella redazione di Torino del quotidiano La Stampa, in via Lugaro. È accaduto in una giornata in cui la sede era vuota, dal momento che i giornalisti avevano aderito alla giornata di sciopero, indetta dal sindacato di categoria per il rinnovo del contratto. L’entrata dei manifestanti nella redazione è avvenuta quando dal corteo in corso per lo sciopero generale si è staccata una parte. Si sarebbero mossi urlando “Free Palestine” e “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”, in riferimento all’imam di Torino per cui nei giorni scorsi era stato emesso un decreto di espulsione. All’interno della sede del quotidiano sono state fatte scritte con vernice spray e del letame è stato lanciato contro i cancelli. Pile di giornali e di libri sono state buttate giù dalle scrivanie da manifestanti in parte a volto coperto, tra slogan quali “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” e “Giornalista ti uccido”.

“Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla «ferma condanna» per l’accaduto”, fa sapere il quotidiano torinese. Condanna anche dalla premier Giorgia Meloni che in una telefonata a Malaguti ha parlato di “fatto gravissimo da condannare senza ambiguità”, ribadendo che “la libertà di stampa è un bene da proteggere ogni giorno”, ha riportato La Stampa. “La mia piena solidarietà per quanto accaduto ad opera dei soliti facinorosi a cui va invece la mia assoluta condanna”, sono le parole del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. Solidarietà “a nome della Città di Torino a tutta la redazione, alle lavoratrici e ai lavoratori del quotidiano La Stampa” anche dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. “Quanto è accaduto non ha nulla a che vedere con il diritto a manifestare pacificamente le proprie idee ed è ancora più grave perché colpisce un simbolo del diritto alla libera informazione, che è uno dei pilastri della nostra democrazia”.