Solo due giorni fa, spiegano, hanno ricevuto il fascicolo del tribunale nella loro lingua, l’inglese. «La difficoltà nel parlare e comprendere la lingua italiana, in particolare i tecnicismi legati agli aspetti giuridici - sottolineano - ha certamente costituito un problema enorme nella possibilità di interloquire correttamente e di cogliere le dinamiche processuali di e ciò che stava succedendo. Solo due giorni fa, e per la prima volta, siamo stati posti nella condizione di leggere in lingua inglese la ordinanza che è stata emessa e quindi di comprenderla nella sua interezza». E una volta compreso quel provvedimento, «insieme con i nostri nuovi difensori» gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, «siamo pronti a condividere il fine del fascicolo del Tribunale». Anche perché, nelle loro parole, «siamo nella piena coscienza di non avere di fronte un antagonista ma una Istituzione che come noi, siamo certi, ha a cuore la salvaguardia e la tutela dei nostri bambini. Quindi abbiano un fine comune». «Ogni nostra scelta, ogni nostro passo compreso il trasferimento in questa straordinaria Terra che ci ha accolti, è stato orientato al benessere psicofisico dei nostri splendidi bambini, che sono stati, sono e saranno il baricentro unico e indiscusso del nostro cammino».
Nathan e Catherine all'attacco: "Non è vero che abbiamo rifiutato una casa alternativa per la nostra famiglia"
Ogni passo è dettato da un unico obiettivo: «Il benessere psicofisico dei nostri splendidi bambini, che sono stati, sono e saranno il bar...











