“E’ falso dire che abbiamo rifiutato l’aiuto del sindaco e dei privati”. Sentono la necessità di ristabilire una verità che, dicono, è stata travolta insieme alla loro vita familiare. Nathan e Catherine, i genitori che vivevano con i loro figli nella cosiddetta “casa nel bosco” nel Chietino, decidono di rompere il silenzio e spiegare alcune cose. Anche le ragioni che li hanno portati a revocare il mandato all’avvocato Angelucci. Lo fanno attraverso una nota diffusa dal loro nuovo legale, il penalista Marco Femminella.
“Confronto chiaro con istituzioni”
“In questo momento più che mai – affermano – sentiamo il bisogno di ristabilire verità e chiarezza in una vicenda drammatica che ha coinvolto, e anzi stravolto, la nostra famiglia. La scelta che ci ha indotti a revocare il mandato all’avvocato Angelucci passa attraverso il bisogno di una comprensione e di un confronto dialettico, nonché prettamente giuridico, con le istituzioni con cui abbiamo la necessità imprescindibile di interloquire”.
Scelta per benessere dei bambini
I due genitori ribadiscono che ogni decisione presa negli ultimi anni è stata motivata da un unico obiettivo: la tutela dei figli. “Siamo grati dell’attenzione che ci è stata riservata – proseguono – ma vogliamo che passi un messaggio chiaro: ogni nostra scelta, ogni nostro passo, compreso il trasferimento in questa straordinaria terra che ci ha accolti, è stato orientato al benessere psicofisico dei nostri splendidi bambini, che sono stati, sono e saranno il baricentro unico e indiscusso del nostro cammino”.










