Il nuovo colpo di scena nella vicenda della famiglia del bosco arriva con una lettera che Nathan e Catherine hanno diffuso alla stampa, attraverso i loro nuovi legali, per dire di essere pronti ad accettare gli aiuti, la mano tesa di privati e istituzioni, che si stanno battendo per riportare i loro figli nella casa nel bosco.

«Siamo lieti per l'attenzione che ci è stata riservata, ma vogliamo che passi un messaggio chiaro. La scelta che ci ha portati a revocare il mandato all'avvocato Angelucci passa attraverso il bisogno di una comprensione e di un confronto dialettico con le istituzioni con cui abbiamo la necessità imprescindibile di interloquire», scrivono. I genitori sono netti: «Ogni nostra scelta, ogni nostro passaggio, compreso il trasferimento in questa straordinaria terra che ci ha acconti, è stato orientato al benessere psicofisico dei nostri straordinari bambini, il baricentro unico del nostro cammino. La difficoltà nel comprendere e parlare la lingua italiana, in particolari i tecnicismi legati agli aspetti giuridici, ha costituito un problema enorme».

«Non è assolutamente vero - proseguono i due coniugi - che siamo testardamente arroccati su posizioni intransigenti e rigide, che staremmo rifiutando il supporto di istituzioni e privati. Abbiamo la gioia di preservare il nostro spirito e la nostra filosofia di vita, ma non per questo vogliamo essere sordi alle sollecitazioni che arrivano dall'esterno. Ci dispiace profondamente che non si sia avuto modo di dimostrare, anche in ragione dei ritardi nella produzione di alcuni documenti da noi consegnati, come l'educazione parentale sia stata da noi strettamente osservata, curata e gestita nel pieno convincimento dell'importanza dell'istruzione e della apertura mentale che deve essere assicurata ai nostri figli».