Nathan e Catherine, la coppia anglo-australiana è stata ritenuta, dai test psicologici disposti dal Tribunale per i minorenni dell'Aquila, non in grado, allo stato attuale, «di esercitare pienamente il ruolo genitoriale». Ma i consulenti di parte, lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello, smontano la bozza di relazione depositata dalla ctu Simona Ceccoli, mettendone in discussione la solidità scientifica e il valore probatorio.

Secondo i due specialisti il documento confonderebbe caratteristiche personali e incapacità genitoriale e presenterebbe criticità anche nell'uso degli strumenti diagnostici. In sostanza, sostengono, la relazione «non dimostrerebbe che i genitori sono incapaci, ma formula solo ipotesi». Per Cantelmi e Aiello, la forza scientifica dell'elaborato nel dimostrare un'incapacità genitoriale concreta è «bassa-moderata, intorno al 30%».

«Non emergono patologie psichiatriche clinicamente evidenti in nessuno dei due genitori», mentre molte conclusioni negative «derivano da inferenze psicologiche indirette, soprattutto da test grafici/proiettivi, osservazioni di setting e interpretazioni cliniche probabilistiche» scrivono i consulenti. Tra i punti principali, l'assenza di psicopatologia clinica.