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I pm milanesi ipotizzano anche l'aggiotaggio. Perquisizione della GdF nella sede del Monte
Parte a Borse aperte l'offensiva della Procura della Repubblica di Milano avviata ieri sulla più importante operazione di risiko bancario avvenuta sotto il governo di centrodestra: l'operazione che ha consentito al Monte dei Paschi di Siena di prendere il controllo di Mediobanca e attraverso di essa delle Assicurazioni Generali. Nel mirino, almeno per ora, non ci sono uomini del governo o dello Stato ma i tre uomini di vertice delle istituzioni private protagoniste dell'operazione. Una pattuglia del reparto speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza fa irruzione a Mps, consegna un avviso di garanzia all'amministratore delegato Luigi Lovaglio, gli perquisisce l'ufficio: ipotesi di reato, aggiotaggio e ostacolo ai controlli degli organi di vigilanza. Nelle stesse ore le stesse accuse scattano per Francesco Gaetano Caltagirone e per il presidente di EssiLux Francesco Milleri, sospettati dalla Procura di avere conosciuto fin dall'inizio i piani e di essersi accordati per partecipare alla scalata, acquistando nel novembre 2024 una partecipazione del 3,5 per cento a testa in Mps, ceduta dal ministero dell'Economia e delle Finanze, con l'obiettivo finale di prendere il controllo di Generali. Nel registro degli indagati finiscono anche le due società: il Gruppo Caltagirone e la Delfin, la holding - anch'essa guidata da Milleri - che detiene il controllo di EssiLux e delle altre attività del gruppo fondato da Leonardo Del Vecchio.













