MILANO. «Aggiotaggio» e «ostacolo alle Autorità di vigilanza»: sono i presunti reati per i quali secondo il «Corriere» sono stati iscritti nel registro degli indagati l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il banchiere amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, e il presidente di Luxottica e dell’azienda che la controlla, la lussemburghese Delfin sarl Francesco Milleri.
Stando agli inquirenti, avrebbero concordato l’«Offerta pubblica di scambio» con cui Monte dei Paschi di Siena (col governo primo azionista), nel 2005 acquisì il controllo di Mediobanca (che è la prima azionista col 13,2% di Generali, in cui sono assai presenti Caltagirone e Delfin).
L’offerta fu da 13,5 miliardi di euro e in Borsa ottenne il 62% di adesioni.
Secondo gli inquirenti, gli indagati avrebbero concordato l'Ops con la quale Rocca Salimbeni ha scalato nei mesi scorsi Mediobanca. Anche il gruppo Caltagirone e la stessa Delfin, come soggetti giuridici, sarebbero indagati in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi dai vertici nell'interesse aziendale. L'indagine - seguita dai pm Giovanni Polizzi, Luca Gaglio e l'aggiunto Roberto Pellicano - ha preso le mosse da una querela presentata a inizio 2025 da Mediobanca nei confronti di alcuni articoli di stampa, ritenuti diffamatori da Piazzetta Cuccia. Da qui il lavoro dei magistrati meneghini si e' allargato in questi mesi - con il risiko bancario sullo sfondo - passando dalle modalità con le quali si era svolto l'ultimo collocamento accelerato di una parte del capitale di Rocca Salimbeni (procedura gestita a novembre 2024 da Akros per conto del Mef), fino alla stessa scalata su Piazzetta Cuccia, che si e' chiusa a settembre scorso.










