No, avere il cervello di una gallina è tutt’altro che un insulto. Lo dice Maria Loconsole, ricercatrice barese dell’Università di Padova, esperta della cognizione dei polli domestici, che ha da poco vinto un bando europeo per la ricerca di eccellenza. Per i prossimi sei anni Loconsole studierà come la mente dei polli, sin dalle prime fasi della vita, reagisce ai cambiamenti dell’ambiente, con il fine di migliorare il benessere animale e la conservazione. «Gli uccelli, contrariamente a ciò che si pensa, sono animali davvero intelligenti».
Com’è nato questo lavoro di ricerca?
«Io mi occupo di psicologia comparata legata al mondo animale. Assieme al mio collega Elias Garcia-Pelegrin, che studia il comportamento degli animali negli zoo, abbiamo deciso di unire le forze per concentrarci sulle abilità degli animali già nei primi istanti di vita».
Da quanto tempo si occupa di questa branca della psicologia?
«Ho iniziato in triennale, scegliendo un indirizzo di stampo psicobiologico. Ho conosciuto la psicologia comparata che considera tutti gli animali, e di conseguenza anche l’uomo, come parte di un gruppo più grande che ogni giorno si adatta alle sfide ambientali. Questa branca ci consente di comprendere le strategie di sopravvivenza, di accoppiamento, di socialità».






