Gli incentivi più mirati per le assunzioni stabili, la ripresa post-Covid e la rimodulazione degli aiuti per i meno abbienti hanno spinto l'occupazione dal 2020 a oggi, soprattutto a tempo indeterminato. Ma la ripresa del mercato del lavoro ha fatto aumentare anche i sussidi per i licenziati. A confermarlo sono i dati dell'Istat e dell'Inps di ieri.

A trainare questa crescita sono per lo più gli over 50, vista la stretta sulle pensioni anticipate. L'aumento degli aiuti per assumere i giovani ha però permesso di far crescere il loro tasso di occupazione in cinque anni (da circa il 40% al 45,3%, con un balzo del 2% tra 2022 e 2023). La sfiducia, comunque, non è battuta, anche viste le retribuzioni modeste che spingono l'inattività (al 33,4% nel 2024, +0,1% sul 2023), quest'anno soprattutto tra gli under 35 (a luglio erano 41mila in più rispetto a un anno prima). Va poi considerata l'emigrazione dei cervelli all'estero in crescita, in primis proprio tra i giovani, che cercano salari maggiori e flessibilità. In questo scenario le classi meno agiate, complice lo stop al Reddito di Cittadinanza, sono state costrette a trovare un posto di lavoro. Andando a fare dai camerieri agli operai ei rider. Spesso con stipendi molto bassi (in alcuni casi inferiori ai 500-700 euro del Reddito). Nel 2023, anno del progressivo smantellamento del sussidio, come conferma l'Istat nel suo Focus sul mercato del lavoro, l'occupazione è cresciuta di più per le famiglie meno abbienti (del 2,7%) rispetto alla media della popolazione (con una crescita dell'1,4%). I nuclei in difficoltà hanno registrato anche la flessione maggiore del tasso di disoccupazione (-2,4%). E in tutto il 42,7% dei nuovi occupati ha trovato un lavoro a basso reddito. Nel 2024, sempre secondo l'Istat, il tasso di occupazione è salito al 62,2% e quello di disoccupazione è sceso al 6,6%. Sempre nel 2024, secondo l'Osservatorio politiche occupazionali dell'Inps, i beneficiari di sostegni all'occupazione sono calati rispetto al 2023 (-2,3% a quota 3,2 milioni). A diminuire soprattutto gli aiuti alle donne, sia per i contratti precari che per quelli stabili (ma crescono dal 2020). I beneficiari della Naspi, l'assegno di disoccupazione, sono poi saliti del 6,5% a 2 milioni.