Il tasso di occupazione, tra il 2022 e il 2023, aumenta soprattutto per le famiglie più povere (+2,7 p.p. nel primo e +2,1 p.p. nel secondo e nel terzo quinto di reddito equivalente, caratterizzati strutturalmente da tassi di occupazione più bassi). Tale aumento si associa ad una contrazione relativamente più netta rispetto alla variazione media (-0,4 p.p.) del tasso di disoccupazione (-2,4 p.p. nel primo e -1 p.p. nel secondo quinto). Il Mezzogiorno che è caratterizzato da un tasso di occupazione più basso (48,2% nel 2023), rispetto al 2022, aumenta come il Nord-est (+1,5 p.p.). L'aumento risulta invece particolarmente consistente nel quinto più povero nel Nord-est (+ 5,6 p.p.) e al Centro (+3,9 p.p.). Nel Nord-ovest l'aumento relativamente maggiore riguarda la seconda classe di reddito (+ 2,9 p.p.) e nel Mezzogiorno quella centrale (+2,1 p.p.). In controtendenza la flessione del tasso di occupazione nel quinto più ricco del Centro (-0,5 p.p.).