Aumenta l'occupazione, segnando un altro record in questo campo. Salgono le retribuzioni e, non da ultimo, si riduce il precariato. C'è molto ancora da recuperare rispetto ad altri Paesi dell'area Ocse, ma le ultime rilevazioni Istat sul lavoro restituiscono un quadro positivo. Nel primo trimestre dell'anno, infatti, gli occupati sono saliti a quota 24,186 milioni, 141mila in più tra gennaio e marzo (432mila rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), con un tasso del 62,7 per cento. È il livello più alto registrato da quando sono state lanciate le serie storiche trimestrali. Cioè dal 2004.
Parallelamente la disoccupazione resta invariata al 6,1 per cento, mentre si riduce anche il tasso di inattività: al 33,1 per cento (-0,4 punti percentuali). Sono, invece, in cerca di occupazione 1,758 milioni di persone. Al riguardo l'Istat fa sapere che, in tempi digitali, la pratica più diffusa per trovare un posto di lavoro è chiedere un aiuto a parenti, amici e conoscenti. Seguono questa strada il 73,6 per cento dei disoccupati. Nel 71,4 per cento dei casi su punta sull'invio del curriculum, nel 56,3 si consultano le offerte di lavoro, nel 38,6 si punta sul sistema delle inserzioni, nel 34,6 ci si rivolge a un centro per l'impiego pubblico, mentre cala il ricorso alle agenzie di intermediazione o somministrazione (17,7 per cento).










