Da 21 anni, da quando, cioè, l’Istat ha iniziato le serie storiche trimestrali sul mercato del lavoro in Italia, non si era mai raggiunto un tasso di occupazione così alto, il 62,7%. Il record, certificato ieri dallo stesso Istituto di statistica, si riferisce al primo trimestre dell’anno: rispetto all’ultimo trimestre 2024 l’incremento è dello 0,4%, ovvero il numero di occupati aumenta di 141mila unità (+0,6% sul quarto trimestre dello scorso anno).

Ma è significativo che in termini di tasso di occupazione e di disoccupazione sia ancora una volta il Sud a registrare l’andamento migliore, pur restando ancora indietro rispetto alle altre macroaree del Paese (in particolare per il lavoro femminile): «Nel primo trimestre 2025 – scrive l’Istat - l’aumento del tasso di occupazione interessa tutte le ripartizioni territoriali ed è più intenso nel Mezzogiorno (+1,3 punti rispetto a +0,7 nel Nord e +0,5% nel Centro). Anche la diminuzione del tasso di disoccupazione è maggiore nelle regioni meridionali (-1,5 punti in confronto a -0,7 punti nel Centro e nel Nord) dove è anche più forte la riduzione del tasso di inattività (-0,5 punti, rispetto a -0,3 punti nel Nord e alla stabilità nel Centro)».