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26 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 21:18

Il mercato del lavoro “torna a correre insieme alla nostra Italia”. E “i progressi più rilevanti riguardano proprio le famiglie più fragili“. Numeri che “parlano chiaro e smentiscono la retorica di una sinistra che continua a muovere critiche pretestuose“. Dopo la pubblicazione del focus dell’Istat su Mercato del lavoro e redditi, mercoledì, Fratelli d’Italia si è affrettata a rivendicare il successo delle ricette dell’esecutivo nel tentativo di ribaltare la narrazione dopo che lo stesso istituto ha spiegato come l’85% delle risorse del taglio Irpef previsto per il 2026 andrà ai più ricchi. Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli ha parlato di “rapporto incoraggiante” perché “la crescita degli occupati si registra soprattutto nella fascia medio-bassa delle classi di reddito” e la deputata Elisabetta Lancellotta ha esultato perché le politiche adottate “riducono le disuguaglianze“. Ma il quadro delineato dall’istituto di statistica è ben diverso, se ci si prende la briga di leggere tutte le 20 pagine dell'”analisi integrata”. È vero che nel primo anno pieno di governo Meloni l’occupazione è cresciuta più velocemente tra i più poveri, ma solo perché partivano da tassi drammaticamente bassi. E chi ha trovato lavoro ha dovuto accontentarsi di posti mal retribuiti, stagionali e discontinui.