Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
27 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:03
Documentazione incompleta, progetti mancanti, ritardi nel rispondere alle richieste di spiegazioni tecniche per la martoriata e controversa cabinovia di Socrepes a Cortina d’Ampezzo, una delle opere dei Giochi olimpici 2026. Sono queste le accuse che vengono mosse dall’Agenzia per la sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali (Ansfisa) non solo alle imprese realizzatrici, ma anche a Società infrastrutture Milano Cortina (Simico) il braccio operativo del ministero delle Infrastrutture impegnato in una corsa contro il tempo e contro il buonsenso. Contro il tempo perché a fine novembre si sta lavorando alle stazioni di partenza (Apollonio) e di arrivo, mentre è ancora un punto interrogativo la stazione intermedia sugli splendidi prati di Mortisa. Si tratta anche di una corsa contro il buonsenso, visto che l’area è soggetta a frane profonde, al punto da aver ipotizzato piloni mobili, per adattarsi allo scivolamento verso valle del terreno.
La cabinovia da 34 milioni di euro ha Simico come stazione appaltante e come soggetto attuatore, mentre l’impresa aggiudicataria è un raggruppamento temporaneo di imprese composto dalle società a responsabilità limitata Graffer, Ecoedile e Dolomiti Strade. Subappaltatori sono il Consorzio Tem e l’impresa De Sandre Riccardo. Il fine lavori ante-Olimpiadi è indicato nell’1 febbraio prossimo, cinque giorni prima dell’inizio dei Giochi, ma poi i lavori continueranno fino al luglio 2026. Il nulla osta di Ansfisa è cruciale, come quello riguardante la compatibilità di frana da parte della Regione Veneto. I lavori sono cominciati ugualmente, ma senza questi passaggi – solo in realtà burocratici, in realtà sostanziali ai fini della sicurezza – la cabinovia per portare gli spettatori delle Olimpiadi in quota non diventa collaudabile.






