La nuova Renault Clio si presenta come un “modello vincente” anche nei numeri. Non solo quelli che si lascia alle spalle (17 milioni di unità vendute in 35 anni), ma soprattutto quelli con cui debutta la sesta generazione, fabbricata nello stabilimento turco di Bursa al ritmo di mille al giorno.

Tipo gli 89 g/km di emissioni di CO2 e i 1.000 km di autonomia per la nuova variante E-Tech Full Hybrid da 160 Cv (addirittura 1.450 per la anticipata declinazione bifuel a GPL Eco-G 120 EDC il cui arrivo è previsto sei mesi dopo il lancio), tipo i potenziali 29 Adas di cui può disporre, tipo il 34% del peso legato a materiali provenienti dal sistema di economia circolare, tipo il 50% della struttura del cruscotto costituito da polimeri riciclati, tipo la riduzione del coefficiente di resistenza aerodinamica, sceso da 0,32 a 0,30.

Anima green

Insomma: è più sostenibile anche senza essere completamente elettrica, come gli ultimi modelli lanciati dalla Losanga (R5, R4 e Twingo). La Clio entrante è più grande rispetto a quella uscente – 4,12 metri di lunghezza (+6,7 centimetri) e 1,77 di larghezza (+3,9) – per offrire tanto spazio a occupanti e bagagli (da 391 litri con i sedili in posizione normale e con una soglia di carico più bassa di 4 centimetri). Renault garantisce la “migliore abitabilità del mercato”: la nuova Clio “coccola i passeggeri dei sedili posteriori come nessun altro veicolo del segmento”. Gli interni sono funzionali – a parte forse le leve al volante che di sicuro inizialmente un po' confondono chi guida – e anche ergonomici: c'è perfino la maniglia laterale al tetto per chi viaggia davanti (manca a chi sta dietro, però).