Si delinea il contesto in cui è maturata l'espulsione dell'imam di San Salvario, Mohamed Shahin, allontanato dalla sua casa e al momento rinchiuso in un Cpr a Caltanissetta. «Ha un ruolo di rilievo in ambienti dell'Islam radicale – le motivazioni con cui il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha disposto l'espulsione dell'imam – incompatibile con i principi democratici e con i valori etici che ispirano l'ordinamento italiano. È messaggero di un'ideologia fondamentalista e antisemita essendosi anche reso responsabile di comportamenti che costituiscono una minaccia concreta attuale e grave per la sicurezza dello Stato». Nelle tre pagine del decreto si legge anche molto altro: Shahin, che è in Italia dal 2004, è sposato, ha due figli piccoli e lavora per una associazione culturale islamica, avrebbe «intrapreso un percorso di radicalizzazione religiosa connotata da una spiccata ideologia antisemita». Poi risulta «in contatto con soggetti noti per la visione violenta dell'Islam» e sarebbe «un esponente della Fratellanza Musulmana in Italia». Il Viminale afferma che i suoi comportamenti sono una «minaccia sufficientemente grave per la sicurezza dello Stato», e teme che «agevoli in vario modo organizzazioni o attività terroristiche».
Imam espulso da Torino, le motivazioni: “È fondamentalista e antisemita”
L'allontanamento è di carattere amministrativo e non è collegato alle attività dei magistrati torinesi: in Procura solo una denuncia per blocco stradale. Doman…










