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25 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:24

La deputata chiede l’espulsione, il ministero esegue. E così, lunedì mattina gli agenti della Questura di Torino hanno notificato a Mohamed Shahin, 46 anni, imam egiziano di una moschea del centro città, la revoca del permesso di soggiorno e il decreto di espulsione. Tutto è nato dalle frasi pronunciate dall’uomo, guida spirituale del centro islamico del quartiere San Salvario, nel corso di una manifestazione – il 9 ottobre scorso – a sostegno del popolo di Gaza. In quell’occasione, parlando pubblicamente, l’imam affermava di essere d’accordo con gli attacchi del 7 ottobre da parte di Hamas, da lui definito un movimento di resistenza e non un’organizzazione terroristica, e negava la violenza, giustificandola come reazione a decenni di occupazione.

Le sue parole avevano attirato l’attenzione della deputata torinese di Fratelli d’Italia, Augusta Montaruli, che l’11 ottobre ha chiesto al ministero dell’Interno di valutare “i requisiti per la sua espulsione e la chiusura temporanea del centro nel quale opera, già noto alle cronache per le posizioni estremiste che ha espresso in passato”. Detto fatto, nel giro di un mese e mezzo il decreto di espulsione è arrivato. Ed è per questa ragione che secondo il deputato Avs Marco Grimaldi e la capogruppo in Piemonte, Alice Ravinale, si tratta di un “provvedimento politico, nulla a che vedere con la sicurezza”, un fatto che “solleva interrogativi gravi e inquietanti sullo stato di diritto nel nostro Paese”. Rivendica tutto Montaruli, che risponde: “A fare polemica sono i soliti che si schierano contro la sicurezza, tra loro anche esponenti di partiti che governano la città”.