Ma, soprattutto, ciò che viene evidenziato dal questore della provincia di Torino risiede nel fatto che l’imam «servendosi del suo ruolo di rilievo in ambienti dell’Islam radicale, incompatibile con i principi democratici e con i valori etici che ispirano l’ordinamento italiano, è messaggero di un’ideologia fondamentalista e antisemita e si è reso responsabile di comportamenti che costituiscono una minaccia concreta, attuale e grave perla sicurezza dello Stato». Shahin ha più volte espresso la sua simpatia sui social per i volti di Hamas, tra cui l’ex capo deceduto, Ismail Haniyeh e per Muhammad Morsi, ex Presidente egiziano, simbolo della fratellanza, colui che disse «non dobbiamo mai dimenticare, fratelli, di nutrire i nostri figli e nipoti con l'odio per i sionisti e gli ebrei».