Insegne al neon, tavolini in formica e banconi di acciaio, arredi indistruttibili degli anni d'oro del commercio di vicinato, che spariscono però, dietro le vetrine chiuse per sempre, salvo qualche eccezione. È successo ancora a Firenze, dove nel 2025 sono scomparse altre storie di famiglia, conservate adesso nell'album dei ricordi. Cambiano i tempi, «pochi clienti abituali» in una città «per turisti» e «troppe spese», ma anche mancanza di nuove generazioni di cosiddetti "bottegai" che hanno colorato e profumato il recente passato. Ripercorriamo il 2025 sfogliando quell'album.
La merceria, il primo bandone tirato giù
A inizio anno si è spento il neon di Albertina, storica merceria di San Lorenzo. Con gli scaffali vuoti della calda lana, è stata L'ultima titolare, Sonia Grigoli, ex commessa dagli anni '90, è stata lei a svuotare gli scaffali ricolmi di intimo cotone e maglieria di lana e ad abbassare il bandone su 75 anni di storia. A febbraio le luci si sono spente su ori e gioie in via dei Servi della Gioielleria Tempesti. Al banco, Jacopo Masini, che dopo 91 anni ha lanciato la svendita e chiuso l'attività fondata nel 1934 da Vittorio Tempesti, quasi 100 anni. Clienti cambiati, e troppe spese, a iniziare dalla materia prima: l’oro. Sempre a febbraio, anche l'addio dei libri, soprattutto per ragazzi, a Bellariva. Dove la Libreria Toscana cessa l'attività dopo 41 anni. Nata nel 1984 con Giovanni Cuocolo, ex manovale edile che nel '66, a 18 anni, lascia Napoli per Firenze, e scommette sulla sua passione per i libri.







